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L’etica non è un’opzione. Riflessioni sulla coerenza e sul futuro della nostra professione

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Lettera aperta del Presidente AIPED

L’etica non è un’opzione. Riflessioni sulla coerenza e sul futuro della nostra professione

Negli ultimi tempi assistiamo a un fenomeno preoccupante: realtà che si presentano come baluardi di professionalità a tutela della categoria, che proclamano ideali di tutela e di rappresentanza, salvo poi aprire le porte — con sorprendente leggerezza — a chi fa del business la propria unica bandiera, travestendo l’interesse economico da innovazione o da progresso. Con la reale preoccupazione che tali innovazioni possano diventare, più che un aiuto, una minaccia per la professione di perito, tanto sotto il profilo tecnico quanto sotto quello etico.

È l’incoerenza, la vera malattia del nostro tempo.

E quando l’incoerenza si unisce alla mancanza di lealtà e al falso idealismo, il risultato è devastante: si tradisce la fiducia dei professionisti seri, si svilisce la credibilità della categoria e si alimenta una deriva dove tutto sembra giustificabile “in nome del futuro”.

Ma il futuro non può costruirsi sulle scorciatoie.

La tecnologia è una risorsa, non un pretesto per ridurre il valore umano, per sostituire la competenza con l’automatismo o per piegare la professionalità alle logiche di mercato più spregiudicate.

E ancora meno può essere l’alibi per accogliere chi, sotto l’etichetta dell’innovazione, mira soltanto a vendere “soluzioni” apparentemente innovative, ma prive di reale valore professionale e svuotando di senso le nostre battaglie!

Il nostro impegno deve andare oltre la denuncia dell’incoerenza: serve costruire cultura, formazione e consapevolezza. Solo investendo nella crescita professionale e nell’etica condivisa possiamo difendere davvero la nostra autonomia e il valore del perito. L’innovazione è benvenuta, ma deve camminare accanto alla competenza, non sopra di essa.

Come professionista e come Presidente di Associazione, mi assumo la responsabilità di alcune scelte. Scegliere un’altra strada: quella della coerenza.

Essere coerenti significa dire dei no, anche quando costa. Significa difendere la dignità di una professione — quella peritale — che non può e non deve ridursi a una merce.

Significa credere che la rappresentanza autentica non si misura in follower, ma in valori condivisi e praticati ogni giorno.

Non accetto che la passione e la competenza di tanti professionisti vengano messi in discussione da chi, al primo venditore di soluzioni miracolose, abdica al proprio ruolo di guida.

Non è questo il modello che vogliamo per il nostro settore.

La coerenza non fa rumore, non cerca consenso facile, non rincorre i numeri, non vive di like e non fa iscritti! Ma costruisce rispetto, autorevolezza e credibilità.

Ed è su questo che continueremo a fondare la nostra identità, la nostra indipendenza e il futuro della professione peritale.

Roma, 28 marzo 2026

Luigi Mercurio

Presidente p.t.

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