Comunicato stampa

Roma, 20 novembre 2025 – AIPED: dalla tavola rotonda di Firenze un appello per ridefinire il ruolo del perito e tutelare la qualità professionale.

Si è svolta il 15 novembre 2025 a Firenze, all’interno del 39° Convegno di AICIS, la tavola rotonda “La giusta retribuzione per un elaborato di qualità”, una discussione di rilievo per il settore peritale. All’incontro hanno partecipato esponenti del mondo associativo, rappresentanti della filiera automotive, professionisti del settore e delegati europei.

Tra questi: il Vicepresidente di AIPED, Fabio Scansetti, membri del direttivo AICIS, il, il Presidente della Fédération Internationale des Experts en Automobile (FIEA), Jaques Troussadine, il Presidente di APAID, Roberto Marino e il responsabile di AUTO 180, Fabio Porro. L’incontro, moderato dal giornalista Gaetano Cesarone, ha evidenziato criticità, prospettive e necessità di un profondo cambiamento del ruolo dei periti nel settore dei sinistri stradali.

Un nuovo paradigma professionale: il perito come libero professionista e non “tecnico delle compagnie”

AIPED ha ribadito con chiarezza che il modello tradizionale, basato sull’etichetta di “perito assicurativo” e sul rapporto esclusivo con le compagnie, è ormai superato. Prima ancora di discutere di compensi, è indispensabile ridefinire l’identità professionale del perito estimatore, esperto nell’infortunistica stradale e delle valutazioni tecniche, figura che deve essere riconosciuta come professionista al servizio di tutti gli interlocutori, non come mero costo a carico delle imprese di assicurazione.

L’impostazione storica del settore ha infatti prodotto, negli anni, un progressivo impoverimento della qualità professionale, riducendo il contenuto tecnico delle valutazioni e lasciando spazio a dinamiche puramente commerciali, spesso gestite da soggetti privi delle necessarie competenze.

Tecnica, competenze e responsabilità: il perito come garante della sicurezza e della qualità

Nel contesto attuale, caratterizzato da veicoli dotati di tecnologie sofisticate, componenti elettroniche avanzate e sistemi digitali integrati, il perito deve possedere una formazione elevata e costantemente aggiornata. La sua professionalità è fondamentale per valutare l’origine del danno, individuare le corrette tecniche riparative, stimare correttamente i costi di riparazione per orientare le scelte risarcitorie e liquidative in modo competente e trasparente.

Il lavoro del perito non può essere sostituito né svilito da semplici scatti fotografici, spesso realizzati da soggetti non qualificati o addirittura da persone coinvolte nel sinistro. Il vicepresidente Scansetti ha ricordato che “l’accertamento del danno è competenza esclusiva del perito iscritto al Ruolo, e che l’attuale abuso di pratiche improprie rappresenta una forma di vero e proprio abuso di professione, più volte segnalata dall’associazione alle autorità competenti”.

Una deriva inaccettabile: appalti massivi, fotografie fai-da-te e mancato riconoscimento dei compensi professionali

Le politiche adottate in questi anni da alcune compagnie assicurative hanno favorito grandi appalti di gestione dei sinistri, riducendo spazio e dignità a professionisti storicamente presenti sui territori. Questa logica, esclusivamente economica, compromette la qualità la trasparenza dell’elaborato peritale. E ancora AIPED ricorda che il perito, come il medico legale è un professionista che può essere incaricato anche dal danneggiato per una valutazione tecnica. Non esiste alcuna esclusiva in favore delle compagnie.

Per questa ragione, prima ancora di parlare di compensi, tariffari o parcelle, è necessario ricostruire un quadro normativo e culturale che riconosca il ruolo del perito come professionista tecnico indipendente, tutelato e svincolato dalle logiche interne delle imprese assicurative.

Solo in questo contesto è possibile discutere seriamente di compensi adeguati alla complessità delle prestazioni. In tale prospettiva, AIPED ha pubblicato parametri professionali di riferimento (https://www.peritiaiped.it/parametri-compensi-professionali-aiped-2024/), basati su un’indagine di mercato e in costante aggiornamento, con l’obiettivo di favorire trasparenza e dignità per tutti i professionisti del settore.

Il Vicepresidente Scansetti ha inoltre sottolineato che: “ANIA, assente all’incontro, non può intervenire nella definizione dei compensi dei periti: le compagnie sono committenti non possono imporre le regole della professione di perito”.

La tavola rotonda di Firenze ha confermato la necessità di un cambio di paradigma: tecnici più preparati, un ruolo istituzionalmente riconosciuto, norme chiare, competenze adeguate e compensi proporzionati alla qualità del lavoro svolto. Tematiche che la nostra associazione ha portato con delle valide istanze sui tavoli istituzionali.

AIPED continuerà a promuovere questo percorso, sostenendo una visione moderna, europea e indipendente della professione peritale.

L’Ufficio Stampa

Per info e interviste: cell. +39 338.7353712

1 commento

  1. Si discute sempre delle stesse cose, e alla fine si attende un bel nulla e che grazie sempre alle solite manovre non si riesce mai a raggiungere gli obbiettivi che ci prefissiamo.

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