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Assicurazioni, l’allarme di AIPED: “la gestione dei sinistri rischia di trasformarsi in un processo industriale governato da logiche di costo”

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Algoritmi proprietari, standard non condivisi e compressione dell’autonomia tecnica dei periti mettono a rischio la qualità delle perizie e la sicurezza delle riparazioni.

Comunicato Stampa

Roma, 28 luglio 2026 – Un sistema sempre più opaco, basato sull’impiego di software proprietari, metodologie di calcolo non trasparenti e sulla progressiva sostituzione dei periti professionisti con grandi partner commerciali che gestiscono i sinistri “in serie”, come una catena di montaggio. Il tutto attraverso meccanismi contrattuali fortemente orientati alla produttività, che rischiano di comprimere l’autonomia professionale dei periti assicurativi.

Le criticità evidenziate da AIPED costituiscono il nucleo delle osservazioni che l’Associazione presenterà nell’ambito della consultazione pubblica avviata congiuntamente da AGCM e IVASS sul mercato assicurativo. La memoria, corredata da documentazione tecnica e da esempi tratti dall’esperienza associativa, propone una serie di interventi volti a rafforzare la trasparenza del mercato, la concorrenza tra operatori e la tutela degli assicurati.

Al centro delle preoccupazioni di AIPED vi è il progressivo cambio di modello organizzativo adottato da alcune tra le principali compagnie assicurative. Negli ultimi anni si è passati dalla perizia intesa come valutazione tecnica e indipendente sul territorio, a una gestione “industriale” affidata a grandi partner commerciali e network peritali. Strutture organizzate per gestire elevati volumi di sinistri attraverso processi fortemente standardizzati e orientati alla riduzione dei costi.

La “Fabbrica dei Sinistri”: il modello industriale della gestione dei danni

“Siamo di fronte alla mercificazione del danno,” dichiara, Luigi Mercurio – presidente di AIPED. “Le compagnie stanno riducendo progressivamente il ricorso ai periti indipendenti per dirottare migliaia di incarichi verso grandi partner commerciali. Per queste macro-strutture, il sinistro non è un evento da analizzare con rigore tecnico, ma un “prodotto” da liquidare al minor costo possibile nel minor tempo possibile. È un business con un modello organizzativo nel quale la riduzione dei costi rischia di prevalere sulla qualità dell’accertamento tecnico.”

In questo scenario, il perito viene declassato a mero ingranaggio di una catena di montaggio digitale. Chi non si adegua alle metriche imposte dai contratti fortemente orientati a criteri di produttività e standardizzazione con i grandi network – che pretendono stime caratterizzate da tempi sempre più ridotti e da obiettivi di contenimento dei costi – viene progressivamente escluso dai sistemi di assegnazione degli incarichi. Una forte pressione economica contrattuale che può indurre il professionista ad adeguarsi a logiche produttive incompatibili con l’autonomia del giudizio tecnico. Secondo AIPED “il rischio è che il professionista venga posto davanti a un’alternativa implicita: adeguarsi a logiche produttive sempre più spinte oppure vedere progressivamente ridursi gli incarichi ricevuti”.

Quando l’algoritmo sostituisce il giudizio tecnico

Per sostenere questi volumi industriali, i grandi partner commerciali fanno largo uso di applicativi proprietari, software e sistemi di intelligenza artificiale per la quantificazione automatizzata dei danni. Pur riconoscendo il valore delle innovazioni tecnologiche come strumenti di supporto, AIPED evidenzia le criticità che emergono quando tali sistemi vengono utilizzati in sostituzione della valutazione tecnica del perito assicurativo. In particolare:

  • Assenza di standard tecnico-normativi condivisi: alcuni sistemi non risultano basati su standard tecnici pubblicamente verificabili né su metodologie tecnico-riparative condivise dal settore.
  • Valutazioni prive di accertamento diretto: in numerosi casi la stima viene elaborata esclusivamente sulla base di fotografie trasmesse dal danneggiato, senza un’ispezione diretta del veicolo che consenta di rilevare eventuali danni non visibili, verificare la coerenza del quadro dannoso e accertare il nesso causale tra sinistro e danni riscontrati.

Una distorsione del mercato che penalizza i professionisti

Secondo AIPED, questo modello determina anche una progressiva concentrazione degli incarichi in favore di pochi grandi operatori nazionali, con conseguente riduzione degli spazi di mercato per i professionisti indipendenti. Un fenomeno che rischia di compromettere il pluralismo del sistema estimativo, limitando la libera concorrenza tra professionisti e impoverendo il patrimonio di competenze tecniche distribuite sul territorio.

Il vero pericolo: la sicurezza degli automobilisti calpestata

Chi pensa che questa sia solo una guerra interna tra assicurazioni e periti si sbaglia di grosso. Quando la tecnica cede il passo alle logiche economiche ed al sistema dei volumi, il rischio più grande lo corre la collettività.

Una quantificazione del danno che non tenga adeguatamente conto delle effettive lavorazioni necessarie può incidere sulla qualità del ripristino del veicolo, con possibili riflessi anche sui profili di sicurezza,” avverte AIPED. “Se un software taglia arbitrariamente i tempi di manodopera o il costo dei ricambi per far quadrare i bilanci della compagnia e del suo partner commerciale, il carrozziere non potrà eseguire la riparazione a regola d’arte. Parliamo di componenti strutturali, di sistemi di sicurezza passiva, di sensori ADAS. Ridurre la quantificazione del danno a una mera logica di contenimento dei costi significa correre il rischio di compromettere la qualità delle riparazioni e, di conseguenza, la sicurezza dei veicoli che tornano a circolare.”.

L’appello alle Autorità: servono regole chiare e controlli efficaci

AIPED annuncia che presenterà le proprie osservazioni nell’ambito della consultazione pubblica avviata congiuntamente da AGCM e IVASS, con l’obiettivo di evidenziare le criticità che stanno alterando il corretto funzionamento del mercato della gestione e liquidazione dei sinistri.

Chiediamo un intervento tempestivo e rigoroso da parte di AGCM e IVASS affinché siano ripristinate condizioni di trasparenza, concorrenza leale e tutela dei consumatori. Il risarcimento del danno non può essere ridotto a un processo industriale governato esclusivamente da logiche di costo. La perizia assicurativa è un’attività tecnico-professionale che richiede competenza, autonomia e indipendenza di giudizio. L’innovazione tecnologica deve rappresentare uno strumento a supporto del professionista, non il mezzo per sostituirne il ruolo o comprimere le garanzie offerte ai cittadini. È necessario preservare la qualità dell’accertamento tecnico, la sicurezza delle riparazioni e il patrimonio di competenze rappresentato dai periti assicurativi, nell’interesse dell’intero sistema.”.

L’efficienza organizzativa rappresenta un valore, ma non può mai sostituire la competenza tecnica, l’indipendenza del giudizio professionale e il diritto dei cittadini a una valutazione completa, imparziale e trasparente del danno.

   L’Ufficio Stampa

Per contatti e interviste: email: presidenza@peritiaiped.itcell.: +39. 334.1215779

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