Comunicato stampa

Roma, 19 marzo 2024 – “Osservatorio Nazionale sull’equo compenso: pronto a partire a tutela di compensi dignitosi per i liberi professionisti”.

Finalmente al via l’Osservatorio nazionale per l’equo compenso previsto dall’art. 10 della legge 49/2023 che ha disciplinato appunto l’equo compenso per le professioni ordinistiche e quelle non regolamentate.

Mentre si attende di vedere l’impatto che la riforma avrà sul campo e di sperimentare se effettivamente i professionisti riusciranno a tutelare la dignità e il decoro del compenso delle loro prestazioni contro committenze forti (assicurazioni, banche, pubbliche amministrazioni), prende l’avvio l’Osservatorio che dovrebbe monitorare sulla effettiva osservanza delle nuove norme.

Con comunicazione dell’8 marzo 2024, il Capo di Gabinetto presso il Ministero della Giustizia inviava il decreto di nomina del Ministro della Giustizia a tutti i componenti designati a far parte dell’Osservatorio.

Secondo quanto stabilito nell’art. 10, comma 2, cit.

“L’Osservatorio è composto da un rappresentante nominato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da un rappresentante per ciascuno dei Consigli nazionali degli ordini professionali, da cinque rappresentanti, individuati dal Ministero delle imprese e del made in Italy, per le associazioni di professionisti non iscritti a ordini e collegi, di cui al comma 7 dell’articolo 2 della legge 14 gennaio 2013, n. 4, ed è presieduto dal Ministro della giustizia o da un suo delegato”.

Per le professioni di cui alla l. 4/2013 sono stati nominati esponenti di Confcommercio professioni, di AssoProfessioni, del Colap, delle organizzazioni dei temporary manager (Leading network) e degli artisti di concerti e spettacoli (Ariacs).

Non possiamo che essere soddisfatti per questo ulteriore passo in avanti a tutela degli interessi economici di tutti i liberi professionisti.

C’è sempre la solita nota dolente: i periti assicurativi, iscritti nel Ruolo tenuto da Consap (art. 157 Cap) sono fuori da questo sistema di tutela, destinati a dover combattere la loro battaglie per un giusto e dignitoso compenso delle loro prestazioni con mezzi e strumenti fuori dai sentieri tracciati per tutti gli altri professionisti.

Nel novero delle professioni non iscritte in ordini o collegi, i periti hanno il privilegio e anche il fardello di essere iscritti in un apposito ruolo difficilmente collocabile e di appartenere ad una categoria che a fatica viene ascoltata dalle istituzioni.

Ricordiamo i compiti dell’Osservatorio, così come disegnati dall’art. 10, comma 3, cit.:

“È compito dell’Osservatorio:

a) esprimere pareri, ove richiesto, sugli schemi di atti normativi che riguardano i criteri di determinazione dell’equo compenso e la disciplina delle convenzioni di cui all’articolo 2;

b) formulare proposte nelle materie di cui alla lettera a);

c) segnalare al Ministro della giustizia eventuali condotte o prassi applicative o interpretative in contrasto con le disposizioni in materia di equo compenso e di tutela dei professionisti dalle clausole vessatorie”.

Infine, i membri durano in carica tre anni e non hanno diritto ad alcun compenso, rimborso spese, gettone di presenza o emolumento a qualsiasi titolo.

“Rimane saldo il nostro impegno nel richiedere modifiche alla normativa vigente che da anni danneggia la professione del perito assicurato. Tale normativa è contenuta nel Decreto Legislativo noto come Codice delle Assicurazioni Private, il quale, purtroppo, offre scarse garanzie e protezioni alla categoria”, le parole del presidente Mercurio.

Buon lavoro e in bocca al lupo ai periti assicurativi.

  L’Ufficio Stampa

Si allega Comunicato e Decreto ministeriale

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